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LA STREGA DI MONTESERRA 2

Turismoincilento.it - LA STREGA DI MONTESERRA 2 Cultura e Arte  29/06/2013 06:40:01 - admin - di Basilio Santòcrile Si racconta che un signorotto allora abbastanza noto nel Cilento, Don N. C. passava per Monteserra in groppa al suo cavallo, seguito dal suo baldo servitore in groppa ad un asino, al chiarore della luna piena scorse in lontananza una fanciulla, che percorreva a piedi la stessa strada. Si fermò e, fattala salire sul suo cavallo, intendeva darle un passaggio fino al paese più vicino. La fanciulla accettò l’offerta, ma giunti ad un bivio chiese di smontare dacavallo perché le loro strade si dividevano. Il signorotto si offrì di accompagnarla a casa, ma la fanciulla non volle, allora il gentiluomo le offrì la compagnia e la cavalcatura del suo servitore, e questa l’accettò di buon grado. - Proseguì da solo nel cammino ma, percorsi un migliaio di metri udì dei gridi terrificanti provenire dalle sue spalle, era il suo servitore. L’uomo dando un forte strattone al cavallo, invertì il cammino lanciando l’animale al galoppo, ma ben presto fu raggiunto dal suo servitore, il quale correva a più non posso, gridando “la strega, la strega, il diavolo” e facendo segni sconclusionati indicava al suo padrone di fuggire. L’uomo rivoltò il cavallo e facendo salire in groppa il servitore, si diedero ad una fuga disperata. - Si fermarono al primo paese, ed entrati in una locanda, dopo essersi rinfrancati, il cavaliere si accorse che il suo servitore aveva tutti i capelli bianchi … Vano fu il chiedergli spiegazioni, ma parlando col locandiere del fatto accaduto, questi esclamò : “Non vi è fanciulla in loco, nel raggio di diverse decine di chilometri, che abbia il coraggio di uscire di notte. L’unica donna che può girare a quest’ora è forse la strega di Monteserra, ma questa nella maggioranza dei casi compare come una vecchietta. Ma cosa è capitato al suo servitore? - Il gentiluomo: “Questo non lo so…, ma posso dirle che…” gli raccontò tutto ciò che sapeva. - Frattanto il servitore, tartagliando, si recò in camera per riposare, ma durante la notte fu colpito da una forte febbre, che lo fece delirare fino all’alba. Il dì seguente, il cavaliere, in compagnia dell’oste tornarono sulla strada percorsa durante la notte, e al limitare del bosco in una radura quasi nascosta, scorsero una nera sagoma. Paurosi ma con gran coraggio si avvicinarono constatando che la sagoma non era altro che l’asino del servitore, una sagoma piatta, sventrata da tutte le viscere, della carne e delle ossa, restava solo la pell




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