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Prodotti Tipici nel Cilento

Per gli antichi Greci era il “cibo degli dei”, i Romani ne apprezzavano il sapore e le tante virtù impiegandolo in svariate preparazioni. Parliamo del miele, un alimento prezioso e genuino, ricco di proprietà benefiche e qualità nutrizionali. Un alimento che trova nel Cilento un luogo ideale per la sua produzione. La ricchezza e la varietà delle specie vegetali, la presenza di aree incontaminate fanno di quest

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dal 21 Settembre 2013

    Le chiacchiere sono dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero al velo. Le chicchiere sono preparazioni tipiche del periodo di Carnevale e vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza.                   Difficoltà:     Ingredienti: 300 g di farina 2 uova intere 100 g di zucchero 70 g di burro una bustina di vanillina zucchero a velo olio per friggere un bicchiere di vino bianco

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dal 30 Settembre 2013

  Con il termine dialettale campano " 'a pizza chiena", si suole indicare la cosidetta "pizza ripiena". Si definisce "chiena" proprio per la sua consistenza, in quanto è farcita con un mix di  salumi e un tipo di formaggio fresco. Nella tradizione campana si usa prepararla il venerdì Santo, affinchè possa poi riposare per tutto il giorno, pronta per essere gustata il giorno di Pasqua e volendo a Pasquetta in un pic-nic fuori porta.               Difficoltà:

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dal 29 Settembre 2013

    Questo dolce a base di riso si usa gustarlo in campania e nel cilento nel periodo pasquale e ha due varianti: bianco senza cacao e nero con cacao per i più golosi.           Difficoltà:     Ingredienti: per la pasta frolla: una buccia di limone grattuggiata 400 g di farina 3 uova intere 150 g di zucchero 150 g di burro o strutto   per il ripieno: 120 g di riso 400 ml di latte 500 g di ricotta 3 uova 250 g di zucchero burro una noce aroma di

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dal 28 Settembre 2013

    La pastiera probabilmente accompagnò le feste pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente. Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto " confarratio ". Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e m

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dal 27 Settembre 2013

Piccolo, rotondo e bianchissimo, senza macchie e senza occhi, il fagiolo di Controne ha una tradizione antica ed è particolarmente pregiato per l’alta digeribilità e per la buccia sottile, praticamente impalpabile. Ogni anno, l’ultimo fine settimana di novembre, Controne dedica una sagra al suo prodotto più celebre. In questa occasione è possibile acquistare i fagioli o degustare i piatti tipici della zona: fagioli al tozzetto (una piccola fresella condita con olio extravergine e legumi

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dal 20 Settembre 2013

Dieta mediterranea Il termine dieta mediterranea è stato coniato dagli americani agli inizi degli anni '60. Tutto comincia alla fine della seconda guerra mondiale, quando il medico americano Ancel Keys si accorse che le popolazioni povere di alcune zone del Cilento presentano un tasso di mortalità dovuto a malattie cardiovascolari molto inferiore rispetto alla popolazione americana. Gli scienziati ipotizzarono che questo fenomeno fosse correlato alle abitudini alimentari dell'a

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dal 19 Settembre 2013

La Noglia (seguendo il detto che del maiale no si butta via niente) viene fatta con le parti meno pregiate del maiale la carne più grassa, quella della testa, del guangiale e del collo a volte con l’aggiunta di frattaglie (polmone leggermente cotto e grasso dell’intestino) è molto più ricca di aromi: aglio, peperoncino, scorza di mandarino, semi di finocchietto selvatico, va salata come la salsiccia e impastata e racchiusa in budelli a volte più grandi (tipo cotechino) può

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dal 18 Settembre 2013

La salsiccia (sauzicchia) si produce con le parti magre del maiale meno pregiate e più muscolose, ma non per questo non meno buone, la tradizione la vuole tagliata a punta di coltello ma si utilizzano in genere tritacarne a amano come per la soppressata, il procedimento è uguale cambiano gli aromi e la quantità di sale leggermente inferiore perché di solito la conservazione e minore e si consuma prima, gli aromi utilizzati a Laureana sono i semi di finocchietto selvatico e se pi

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dal 17 Settembre 2013

La soppressata (sopersata) è un salume straordinario per qualità, è prodotta utilizzando le parti più nobili del maiale quali il prosciutto e il filetto, la carne viene selezionata togliendo qualsiasi nervatura e il grasso usato per rendere più morbido il prodotto è quello più consistente delle spalle del suino. La tradizione prevedeva la lavorazione della carne a punta di coltello ma oggi la si lavora per lo più con tritacarne a mano (sono sconsigliate quelle elettriche ch

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dal 15 Settembre 2013